Diciamoci la verità, il mondo delle lingue è sicuramente un settore affascinante, ma anche un mare insidioso di falsi miti e stereotipi.
Se sei un professionista della traduzione, sicuramente ti sarà capitato più volte di essere qualificato come interprete, oppure di sentirti dire: “Sei un traduttore? Allora lavori in TV?”.
Il mercato linguistico è in continua evoluzione, ma, ahimè, i falsi miti restano.
Dato che, noi lo sappiamo, “verba volant, scripta manent”, ecco un po’ di chiarezza su queste due figure.
Chi è il traduttore?
Il traduttore è un professionista che si occupa di tradurre testi scritti da una lingua A (lingua di partenza o attiva) verso una lingua B (lingua di arrivo o passiva). Generalmente il traduttore traduce dalla lingua straniera verso la propria lingua madre, ma può ricevere anche incarichi di traduzione verso la lingua straniera, per i quali si avvale solitamente di madrelingua ai fini di revisionare l’elaborato prima della consegna al cliente (revisione o correzione di bozze).
La professione del traduttore va oltre la semplice conoscenza di una o più lingue straniere: tradurre un testo significa tradurre un messaggio, l’intenzione dell’autore del testo di partenza, ma anche interpretare, creare, rispettare la cultura della lingua di partenza e adattarla a quella di arrivo.
Molto spesso si pensa al traduttore come un “dizionario vivente”, o più semplicemente come una figura poliglotta in grado di comunicare in più lingue, ma non è così. Sicuramente un buon traduttore deve conoscere perfettamente le proprie lingue di lavoro e la propria lingua madre, ma conoscere una o più lingue non significa necessariamente essere traduttore, o meglio, essere un buon traduttore.
Per diventare traduttori occorre completare una formazione ad hoc e tenersi costantemente informati circa i propri settori di specializzazione.
In base alla tipologia testuale, si distinguono, infatti, diverse categorie di traduttore, operanti in ambiti specifici:
-traduttore letterario o editoriale: traduce testi letterari (romanzi, poesie, saggi ecc.) e testi di natura editoriale (articoli, comunicati stampa, materiale pubblicitario ecc.);
-traduttore audiovisivo: opera in ambito cinematografico e traduce film, serie TV e documentari, occupandosi di sottotitolaggio e adattamento dei dialoghi;
-traduttore tecnico: traduce testi tecnico-scientifici (manuali e documenti legali o finanziari, ecc.);
-traduttore in ambito legale e finanziario: traduce testi di natura legale e economico-finanziaria. Generalmente, in Italia, il traduttore che lavora in ambito legale si occupa anche dell’asseverazione e legalizzazione dei documenti in Tribunale. In questo caso si parla di traduzione asseverata, certificata o ufficiale;
-traduttore web: figura recentemente affermatasi sul mercato che si occupa prevalentemente della traduzione di documenti online.
Da dove lavora il traduttore?
Il traduttore in-house lavora in qualità di dipendente presso un’azienda o un’agenzia di traduzioni, mentre il traduttore freelance è un libero professionista che può lavorare per clienti privati e aziende e collaborare con agenzie di traduzioni direttamente nel proprio ufficio o in casa propria (con una postazione organizzata e tanto tanto caffè! :))
Chi è l’interprete?
Contrariamente al traduttore, l’interprete è un professionista che si occupa di tradurre testi orali. Come per la traduzione, anche l’interprete traduce solitamente dalla lingua straniera verso la propria madrelingua, ma molto spesso, in funzione del contesto e delle esigenze, esegue anche interpretazioni attive.
Questa figura professionale lavora generalmente in ambiti internazionali, quando è necessaria una mediazione tra individui che non parlano la stessa lingua per garantire la comunicazione.
In base alle tecniche utilizzate, si distinguono diverse tipologie di interpretazione.
Le principali sono:
- interpretazione consecutiva: l’interprete ascolta l’oratore e, con l’ausilio di appunti accuratamente presi mediante tecniche specifiche, riproduce il discorso nella lingua di arrivo a intervalli di tempo che vanno dai 5 ai 10 minuti. Generalmente interprete e oratore si accordano preventivamente circa le pause che saranno effettuate e i tempi da rispettare;
- interpretazione di trattativa: l’interprete consente la comunicazione in trattative d’affari e discussioni di lavoro (riunioni, trattative commerciali, stipulazione di contratti, riunioni bilaterali, fiere ecc.) con un numero limitato di partecipanti;
- chuchotage (interpretazione sussurrata): l’interprete si colloca a fianco dell’ascoltatore, sussurrandogli nell’orecchio la traduzione del discorso dell’oratore. La traduzione avviene in simultanea al discorso dell’oratore, e, in caso di conversazione attiva, l’interprete esegue anche la consecutiva delle parole dell’ascoltatore;
- interpretazione simultanea: isolato acusticamente nella cabina di simultanea, l’interprete ascolta in cuffia il discorso dell’oratore, traducendo simultaneamente in lingua di arrivo attraverso un microfono. Generalmente gli interpreti in cabina sono due e si alternano ogni 15 minuti.
- interpretazione di conferenza: si ricorre all’interpretazione di conferenza nel corso di riunioni multilingue. Può trattarsi di convegni, presentazioni, oppure di riunioni tra rappresentanti dei governi nazionali, organizzazioni internazionali od organizzazioni non governative.
- interpretazione in differita: questo tipo di interpretazione in genere è praticato in ambito mediatico per la traduzione di interviste o discorsi di ospiti stranieri in TV. Si chiama così in quanto la voce dell’interprete è, appunto, trasmessa in differita.
Anche l’interprete, come il traduttore, deve possedere competenze che non si limitano alla padronanza linguistica: conoscenza del contesto socio-culturale in cui opera, capacità di gestire lo stress e la pressione, capacità di stare al pubblico, rapidità e scioltezza, capacità di problem solving.
Ancora una volta, quindi, non basta conoscere bene una o più lingue straniere per essere un bravo interprete.
Così come il traduttore, anche l’interprete può lavorare come dipendente o come freelance, ma generalmente prevalgono gli interpreti funzionari, che operano in contesti internazionali.
Sebbene il traduttore spesso effettui anche lavori di interpretariato, le due professioni restano distinte, ognuna con le proprie peculiarità.
Il traduttore si occupa di testi scritti e i suoi migliori amici sono sicuramente un buon computer, dizionari, glossari e accurate bibliografie. L’interprete, invece, traduce oralmente e i suoi compagni più fidati sono un blocchetto A5 e tante penne.
Quindi, tirando le somme di questa breve analisi, ecco la morale della storia: se chi nasce tondo non può morire quadrato, “unicuique suum“, “a ciascuno il suo” (mestiere!).
Senza la traduzione abiteremmo province confinanti con il silenzio.
-George Steiner-
Fonte:
https://thechamberoftranslations.com/2022/02/26/%F0%9F%87%AE%F0%9F%87%B9-traduttore-o-interprete-facciamo-un-po-di-chiarezza/